Libertà di decidere del proprio corpo

Inviato da goldengirl il Mar, 02/03/2004 - 13:33

"Rifiuta l'amputazione, rischia la vita:
"La mia scelta è libera e consapevole"
"La mia è una scelta libera, non ho bisogno del vostro aiuto": così risponde la donna milanese che ha rifiutato l'amputazione del piede destro agli inviti che le arrivano sempre più pressanti a ripensare alla sua decisione. Una decisione che ha scosso le coscienze dei medici, delle autorità e anche della gente comune. Ma lei, che ha lasciato mercoledì scorso l'ospedale San Paolo di Milano dove era ricoverata per trovare un po’ di tranquillità e l'affetto dei suoi cari a Porto Empedocle in Sicilia, sembra non volere accettare i consigli di chi ora vorrebbe farle cambiare idea su quel secco rifiuto opposto ai medici che da tempo la hanno in cura. Vista infatti la impossibilità di ottenere risultati con un trattamento antibiotico, i sanitari dell'Ospedale San Paolo avevano ritenuto indispensabile l'intervento chirurgico. Davanti al rifiuto della paziente hanno consultato anche gli psichiatri - per avere certezza che lei fosse capace di intendere e di volere - e poi l'autorità giudiziaria che ha ricordato la pronuncia della Cassazione: non si possono obbligare i pazienti ad alcun trattamento clinico o chirurgico, un diritto difeso anche dall'articolo 32 della Costituzione. In difesa della scelta consapevole della signora anche il ministro della Salute Girolamo Sirchia che ha sottolineato il diritto dei singoli a poter scegliere in momenti così dolorosi. E parole affettuose verso la donna sono arrivate anche dal sindaco di Milano Gabriele Albertini che le ha scritto una lettera aperta esprimendo il desiderio di poterla incontrare. Ma lei sembra non volerne sapere e chiede soltanto di essere lasciata in pace."

Quest'articolo tratto dal TG5 mette in risalto una notizia di questi giorni che coinvolge una donna che, per motivi religiosi (almeno sembra qs la motivazione) ha deciso di non farsi amputare una gamba.
Mi trovo d'accordo con la signora perchè, se vuole patire le pene dell'inferno con una possibile infezione e conseguente cancrena, ha tutto il diritto di farlo; in fondo non coinvolge nessuno in qs follia.
Con qs non voglio dire di essere anche d'accordo sull'eutanasia che, volente o nolente, richiede l'intervento di una seconda persona e quindi non diventa più una scelta solo dell'interessato.
In fondo chi decide, per qualsiasi motivo, di imporsi delle torture (vedi il cilicio dei religiosi nei secoli scorsi) ha tutto il diritto di farlo se lo ritiene opportuno.
Che ne pensate??

gg

Sicuramente quello dell' accanimento terapeutico è un argomento molto delicato.
Fondamentalmente non sono per l' eutanasia, però credo che ogniuno meriti una morte dignitosa quindi sono contro l' accanimento terapeutico.

I due concetti fanno un po' a pugni... però la penso così

Anch'io penso che ognuno debba essere libero di scegliere se e come curarsi da un eventuale malattia. Se lei è nel pieno delle facoltà mentali ed ha scelto di morire soffrendo, lo faccia pure. E un pò crudele ma pur sempre democratico.
Vorrei il parere di donA.
Ciao King