Il tacchino induttivista

Inviato da lovaz il Mar, 01/23/2007 - 19:00

Spunti di riflessione:

Riporto in riassunto un aneddoto di Karl Popper:

"Un tacchino imparò che il cibo gli veniva fornito alle 9.00 di ogni mattina, sempre, con bello o cattivo tempo, con il caldo e con il freddo, da marzo quand'era nato a dicembre. Il 24 dicembre il cibo non arrivò e fu ucciso per essere servito in tavola"

Questo aneddoto esemplifica la negazione del metodo induttivista e verificazionista (tante osservazioni uguali determinano una realtà) a vantaggio del metodo deduttivo e confutazionalista (Basta una sola osservazione per negare quella che si crede una realtà)

Era un pensiero che volevo mettere per scritto. Vi autorizzo a buttarlo in vacca...

«Ogniqualvolta una teoria ti sembra essere l’unica possibile, prendilo come un segno che non hai capito né la teoria né il problema che si intendeva risolvere.»

(Karl Popper, "Conoscenza oggettiva: un punto di vista evoluzionistico")

Lovaz: tu avevi il tuo omonimo che ti faceva filosofia quindi non so casa ti disse in merito alla negazione del metodo induttivista ma io che avevo quel slandrone del Bolla mi son sentito dire:

l'è come se disessimo tutti i luamari fuma me nono fuma me nono l'è un luamaro (che podaria essere anca vero)*

*traduzione:
E' come se dicessimo

tutti i letamai (inteso come luogo in cui si ammucchiano gli escrementi del bestiame per farli diventare concime) fumano (perchè specie d'inverno gli escrementi appena prodotti sono più caldi dell' ambiente circostante)

mio nonno fuma

mio nonno è un letamaio (il che potrebbe anche essere vero)

Ammetto che i miei ricordi sono un po' confusi ma se non ricordo male l' induttivismo faceva ampio uso di verità empiriche (dimostrabili tramite esperimento) e verità analitiche (vere per definizione).
Il sillogismo rientra nella tecnica empirica. Almeno così mi pare di ricordare.

Lascio questa discussione a voi studiosi del "classico". Un povero geometra non ha le conoscenze per controbattere ..... potreste darmi da bere che Gesù è morto dal freddo ed io vi darei ragione.

King

Questa tabella riassuntiva è molto chiara. Bravo Lovaz.

@ King: riguardo il sillogismo (che in greco vuol dire concatenamento di pensieri) che ho usato io

Galileo e la corrente di pensiero degli induttori direbbero che è assolutamente falso perchè i tre termini di paragone non soddisfano la stessa discriminante

Karl Popper e i deduttori direbbero che probabilmente non è vero. Ecco spiegato l' esempio con un vocabolo dal significato ambiguo che ha usato il mio professore di filosofia e la battuta stupida (del resto cosa puoi aspettarti da uno che si chiama annibale e viene da locara?)

La filosofia è la scienza delle sege mentali, penso tu lo sapessi già, e a noi ci piace un bel po'!

Conoscete sicuramente la storia del ratto che dice ad un altro ratto: "Ho addestrato così bene l’uomo dal camice bianco che, ogni volta che premo questa leva, mi porta qualcosa da mangiare".

Anche questa è di Popper. Genio del novecento. Lo ammiro molto per la sua "non violenza". Ho qualche conto in sospeso per le sue critiche a Marx ed Heghel. E mi girano le palle per le speculazioni fatte su di lui da certi politicanti che non hanno capito nulla sul liberismo e sul liberalismo.
WB: non ti mettere le mani nei capelli, dài, non preoccuparti. Sono brava. Non è l'inizio di una delle mie menate poltiche.
POPPER è la parte filosofica che gradisci di più. O no? Baci

@Raquel: Se si tratta di filosofia delle POPPER sono entusiasta, ma se penso alle tue divento euforico come come se fossi sotto l' effetto di quel nitrito alchilico omonimo.

Ma tornando alla serietà che mi contraddistingue
Penso che una delle macchie di certa politica, anche attuale, sia proprio lo strumentalizzare e lo snaturare. I signori si contano in una mano.

Ti faccio un'osservazione WB: Un conto è la politica, un conto sono i politici. Se Parliamo solo di politica intesa come quel ramo della filosofia che si occupa della gestione della macchina sociale, allora il discorso si fa interessante. Se parliamo di partiti allora è come parlare di Inter o Juve o ecc. (tutti han ragione su tutto)

Vi do uno spunto di riflessione.

Un sillogismo è vero se le 2 prime proposizioni sono sempre vere:

La società è in continua mutazione La politica serve a gestire la società Quindi la politica deve essere mutevole nel tempo

Per come la vedo io solo il primo termine è sempre vero.
Troppe volte la politica è diventata il mezzo che permette alla nostra classe politica di sistemarsi (vedi legge Pecorella, vedi aiuti decoder per citare solo gli ultimi episodi).
Ma la storia n'è piena di questi esempi.

Di conseguenza il terzo termine potrebbe essere quasi sempre vero: se lo intendiamo come trasformismo selvaggio, che ha come unico obiettivo tenere salda la poltrona sotto il culo.

e se io ti dico:

il dromedario è mortale
l’uomo è mortale
l’uomo è dromedario (?)
eppure le prime due proposizioni sono vere

però ti posso anche dire
lo stato è indispensabile
la politica gestisce lo stato
la politica è indispensabile

poi
la politica è indispensabile
la politica la fanno i partiti
i partiti sono indispensabili
poi
i partiti sono indispensabili
i partiti sono formati da uomini politici
gli uomini partiti sono indispensabili.
AIUTO!!

Quindi non ci resta che ripartire da Platone e rispolverare il mito della caverna....

WB tu sei il più grande estensore del metodo verificazionista. Questo ha fatto di te un uomo amato. Bacetti

Volevo dire che trovo sempre grottesco parlare di liberismo o comunismo o qualsiasi altra teoria politica e pensare alle teorie di 50-80-150 anni fa, teorizzate da illustri filosofi, perchè è diverso il mercato, è diversa la classe più bassa, non esiste più il proletariato, non esiste neanche la concorrenza (perchè A possiede 30% delle azioni di B, e B il 30% di A).

Non esiste più il concetto di proletariato, appunto, di 50-80-150 anni fa.
Processi quali lo sviluppo e l'estensione dei diritti politici e sociali, lo sviluppo dei sindacati, l'estensione dei consumi di massa, lo sviluppo di forme di "stato assistenziale", hanno ridotto e in certi casi annullato, la tradizionale situazione di insicurezza storica del proletariato.
Ma attenzione....la critica sociale diffusa al processo di globalizzazione neoliberale e la fallimentare affermazione dell'ideologia e delle politiche liberiste, sta suscitando una critica sociale diffusa , a scala planetaria, che sta prendendo forma nel cosidetto movimento antiglobalizzazione che segna una ripresa della partecipazione e della mobilitazione collettiva, dopo oltre vent'anni dominati dalla parola privato e dall'individualismo edonostico. Forse si riproporrà un nuovo proletariato "universale".
Sicuramente, da noi, è cambiata la natura dei conflitti sociali fondamentali.
Il proletariato è sinonimo di classe dominata, soggetta a processi di selezione, esclusione. Se pensiamo ai paesi del terzo mondo. Lì deve ancora cominciare tutto. Essere Proletariato, sarebbe già un lusso, perchè signficherebbe che ci sono "lavoratori salariati" .
A loro il mercato, la concorrenza e tutte le altre fregature fanno una emerita pippa!!
Ciao

Citazione:
Non esiste più il concetto di proletariato, appunto, di 50-80-150 anni fa. Processi quali lo sviluppo e l'estensione dei diritti politici e sociali, lo sviluppo dei sindacati, l'estensione dei consumi di massa, lo sviluppo di forme di "stato assistenziale", hanno ridotto e in certi casi annullato, la tradizionale situazione di insicurezza storica del proletariato. Ma attenzione....la critica sociale diffusa al processo di globalizzazione neoliberale e la fallimentare affermazione dell'ideologia e delle politiche liberiste, sta suscitando una critica sociale diffusa, a scala planetaria, che sta prendendo forma nel cosidetto movimento antiglobalizzazione che segna una ripresa della partecipazione e della mobilitazione collettiva, dopo oltre vent'anni dominati dalla parola privato e dall'individualismo edonostico. Forse si riproporrà un nuovo proletariato "universale". Sicuramente, da noi, è cambiata la natura dei conflitti sociali fondamentali. Il proletariato è sinonimo di classe dominata, soggetta a processi di selezione, esclusione. Se pensiamo ai paesi del terzo mondo. Lì deve ancora cominciare tutto. Essere Proletariato, sarebbe già un lusso, perchè signficherebbe che ci sono "lavoratori salariati" . A loro il mercato, la concorrenza e tutte le altre fregature fanno una emerita pippa!! Ciao

Originariamente inviato da Racquel Darrian

Questa è la donna che amo!

Parlare in europa di proletariato non ha più senso. Ma in america latina sì. In africa tutto deve ancora cominciare, ha ragione Raquel.
Ma se non è ancora avvenuto la colpa è solo dell' europa colonialista, nei secoli scorsi, e dell' imperialismo delle multinazionali, ai giorni nostri, che hanno ridotto in schiavitù quel paese.

Sono d'accordo con voi.
Mi preoccupa molto anche lo sviluppo troppo veloce, senza l'adattamento.
Per esempio la Cina che passa in 5 anni dall'agricoltura medievale all'industrializzazione spinta è secondo me in forte pericolo.
Nel giro di qualche anno raggiungerà un certo benessere, saliranno i prezzi per via dell'arricchimento dei lavoratori da fabbrica, e la gran parte dei cinesi che ha continuato a lavorare i campi non riuscirà neanche a comprarsi un pezzo di carne.
Anche da noi negli anni '60-70 chi faceva l'operaio era benestante e chi lavorava i campi era povero. Però da noi tutto è durato 20-30 anni. E' come se da noi vedessimo la fiat 127 del 1978 accando all'asino del 1950.
Mi sarò spiegato??

Ti sei spiegato benissimo
La Cina è un fenomeno unico e probabilmente preoccupante.. Non è lontano il 1989, l'anno in cui, per la disoccupazione e la conseguente miseria portarono al massacro di piazza Tian'Ammen. Ma la febbre di speculazione finanziaria non è controllabile neppure dagli interventi governativi. L'industrializzazione selvaggia, inoltre, sta producendo un inquinamento tale che sta minando la salute di tutti i cittadini e produce problemi "mondiali".
Ciao.